Pagine: 71
Formato: 14 x 21 cm
Data di pubblicazione: 2013
ISBN: 978-88-6802-008-8
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Maurice Godelier

La moneta di sale. Economia simbolica e del dono presso gli indigeni Baruya della Nuova Guinea

Questo libro è il frutto di quarant’anni di ricerca dell’antropologo francese più discusso all’estero dopo Claude Lévi-Strauss. Riprendendo i celebri studi di Mauss sul dono, Godelier arriva però a conclusioni diverse. Se Mauss ricorre alle rappresentazioni religiose della società per spiegarne il funzionamento, Godelier contesta questa interpretazione, ritenendo che sia più plausibile fare riferimento a due norme di diritto, alla proprietà inalienabile e all’uso inalienabile. Tuttavia, il diritto non spiega perché la norma si avvale sugli oggetti preziosi, usati come doni, e non su quelli sacri. Questo è dovuto al fatto che il sacro è inalienabile e inalienato. A fornire una chiave interpretativa, è stata la società dei Baruya della Nuova Guinea, che pratica regolarmente i doni. In essa coesistono tutti questi aspetti: la moneta di sale, con limitati valori sacri, ha valore di scambio presso le tribù limitrofe, come dono e non altrimenti fra gli stessi Baruya; mentre per oggetto sacro hanno il kwaimatnié, pietre pervase dagli Yimaka – gli spiriti della foresta – usate per l’iniziazione dei giovani. Gli oggetti si presentano secondo tre differenti modalità: le merci sono alienabili e alienate, cioè cedute; i doni, che sono effettivamente passati ad altri, sono inalienabili, ma non inalienati; infine, il sacro è inalienabile e inalienato. Questo perché il significato è più simbolico, è anche identitario, non può essere lo stesso se fosse diviso dalla persona – singolare o collettiva – che lo detiene. E i Baruya non ritengono spendibili i loro giovani e non vogliono separarsene. 

Maurice Godelier (Cambrai, 28 febbraio 1934) è un antropologo francese, directeur d’études alla École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Allievo di Lévi-Strauss, e tra i primi a trovare legami tra marxismo e antropologia. È noto anche per aver condotto un’importante ricerca sul campo sulla popolazione Baruya in Papua Nuova Guinea, in cui è stato coinvolto dagli anni sessanta fino agli anni ottanta. È stato premiato dall’Accademia francese per “La production des Grands Hommes. Pouvoir et domination masculine chez les Baruya de Nouvelle Guinée”, del 1982.

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