Prezzo:
La personalità autoritaria vol.2
Durante gli anni Quaranta, Theodor Adorno e i suoi collaboratori Else Frenkel-Brunswik, Daniel Levinson e Nevitt Sanford condussero una serie di ricerche all’Università della California di Berkeley finalizzate alla descrizione e all’analisi della personalità autoritaria, poi confluite in quest’opera, pubblicata nel 1950, che è considerata una pietra miliare nel campo della teoria della personalità e della psicologia sociale. L’interesse privilegiato della ricerca fu l’identificazione di una nuova “specie antropologica”, il tipo autoritario, ovvero quella figura in grado di conciliare idee e capacità di una società altamente industrializzata con credenze irrazionali. Oltre a rappresentare uno studio senza precedenti sulla psicologia della discriminazione sociale e, in particolare, dell’antisemitismo, quest’opera presenta ulteriori motivi d’interesse per il suo collocarsi nella stagione “d’esilio” statunitense patito dalla Scuola di Francoforte proprio a causa dell’ascesa di personalità autoritarie come Hitler e Mussolini.
Theodor Adorno (1903-1969), filosofo e sociologo tedesco, tra i più grandi pensatori del nostro tempo. Il suo nome è legato a quello della Scuola di Francoforte insieme a Max Horkheimer. L’ascesa al potere del nazismo lo ha costretto all’esilio negli USA.
Else Frenkel-Brunswik (1908-1958) è stata una psicologa di origine ebraica, costretta ad abbandonare la Polonia prima e l’Austria poi a causa delle persecuzioni antisemite e a riparare negli Stati Uniti dove è diventata professoressa all’Università della California, Berkeley. Nel 1958 si è tolta la vita.
Daniel J. Levinson (1920-1994), psicologo statunitense. Il suo interesse per le scienze sociali è iniziato con gli studi sulla personalità e sull’autoritarismo. Pioniere nella teoria dello sviluppo, prendendo le mosse da Erikson, ha studiato le fasi della vita, occupandosi in modo particolare di quella adulta.
Nevitt Sanford (1909-1996), professore di psicologia all’Università della California, Berkeley e a Stanford, ha fondato nel 1968 il Wright Institute. È stato l’autore di oltre 200 articoli accademici e 12 libri.
