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John Reed. Rivoluzionario romantico
Sotto le mura del Cremlino, tra gli eroi dell’Unione Sovietica, è seppellito anche un cittadino statunitense, John Reed. Giornalista di fama internazionale e militante comunista, durante il primo conflitto mondiale fu inviato di guerra per il “Metropolitan Magazine” e per “The Masses”. Nonostante i suoi articoli fossero stati colpiti da censura, divenne uno dei giornalisti più apprezzati, soprattutto per i suoi resoconti La guerra nell’Europa orientale 1915. Nell’autunno del 1917 partì per Pietrogrado con l’intento di osservare da vicino la rivoluzione che aveva portato al crollo dell’impero zarista, e tre anni più tardi morì di tifo a Mosca, a soli trentatré anni. Rosenstone in un libro pieno di azione e dramma, riesce a raccontare il John Reed scrittore, giornalista e pensatore politico, l’uomo che, secondo Trockij “sapeva vedere e ascoltare”, ma che sapeva indubbiamente anche scrivere, al punto che Lenin raccomandò la lettura “agli operai di tutto il mondo” de I dieci giorni che sconvolsero il mondo, una delle più affascinanti cronache della Rivoluzione russa.
Robert A.Rosenstone storico e scrittore americano, è professore emerito di Storia alla California Institute of Technology. Oltre a John Reed rivoluzionario romantico, in Italia è stato pubblicato Lo specchio e il santuario: storie di americani nel Giappone Meiji (2001).
