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La fenice venuta dal lager
Ka-tzetnik 135633 ci consegna un libro sofferto. Dalle ceneri di Auschwitz, Harry Preleshnik, protagonista del racconto, torna alla terra dei padri, dove l’amore per una donna, Galilea, e per la terra natia risveglierà in lui una scintilla di vita, quella stessa scintilla che gli orrori dell’Olocausto avevano soffocato, ma non estinto. Il sentiero scelto da Harry, e di riflesso dalla stessa Galilea, per curare la propria malattia di Auschwitz non sarà quello di chi vendica col sangue o redime nel sangue, ma di chi va in cerca della propria redenzione. In un tormentato racconto dove la coscienza retrospettiva si fonde con quella del presente, La fenice venuta dal lager costituisce una testimonianza viva e sentita di un uomo che è sopravvissuto ai campi di concentramento e del suo dramma nel tentativo di reinserirsi nella società.
Ka-tzetnik 135633 numero di matricola attribuito ad Auschwitz e tatuato sul braccio sinistro di Yehiel Finer (Sosnowiec, 1917 - Tel Aviv, 2001). Scrittore polacco di origini ebraiche, è noto anche con il nome Yehiel De Nur, che adottò una volta trasferitosi in Israele. I suoi libri, conosciuti in tutto il mondo, hanno avuto un ruolo centrale nella formazione dei giovani israeliani del dopoguerra. Oltre a La fenice venuta dal lager, ha scritto Piepel e La casa delle bambole. Nel 1961 è stato testimone chiave al processo contro Eichmann.
